1 settembre 2018

Endodos - Shawn Karl (romanzo, 2018)

Il lato oscuro della luna

    Un viaggio, ma sarebbe più appropriato dire "trip", negli oscuri meandri della psiche umana. Il protagonista, un ragazzo di nome Dilan, accompagnato dalla sua saggia/folle guida personale, intraprende un cammino in un mondo fantastico che va dai luoghi più tetri a quelli più colmi di accecante luce, abitato da strane creature (che poi così strane e diverse da noi non sono), per tentare di realizzare il suo più grande desiderio, che è al tempo stesso la sua più ricorrente ossessione: l'immortalità.

    Racconto di fantasia molto ben narrato, che si lascia leggere in maniera piacevole e scorrevole. Allacciate le cinture e preparatevi ad essere spediti su Endodos. Ci vediamo sul lato oscuro della luna.

8 dicembre 2017

The Shape Of Water - Guillermo Del Toro (2017)

 

    Ebbene si, tutti e quattro gli Oscar sono meritati per me. Perché andare al cinema a vederlo? Anche solo per farsi un sogno (e non un sonno) ad occhi aperti di un paio d'ore. Nella prima sequenza la protagonista, Elisa, è letteralmente immersa nel mondo dei sogni. La stanza dove sta dormendo è infatti sommersa dall'acqua, come fosse un fondale marino, e lei vi fluttua, sospesa nel liquido, insieme ai mobili e agli oggetti presenti. Finché la sveglia suona, il sogno finisce e ricomincia la realtà di tutti i giorni.

    I protagonisti di questa storia sono sostanzialmente soli e isolati dal mondo a causa della loro diversità. Elisa è una donna muta che ha come soli amici il suo coinquilino Giles, un uomo sulla sessantina omosessuale, e la sua collega Zelda, afroamericana. I tre vivono e lavorano in un'America anni sessanta razzista e omofoba. La creatura acquatica di cui Elisa si innamora, catturata e portata nel laboratorio dove lei lavora come addetta alle pulizie, è anch'essa sola e viene ripetutamente torturata dal cattivissimo quanto interiormente fragile colonnello Strickland. Anche lui, nonostante abbia una moglie e due bambini da cui sembra però totalmente distaccato, si ritrova solo, nella sua violenta crudeltà e nei suoi problemi psicologici.

    L'atmosfera del racconto è sognante, è immersa nell'acqua fin dalla scena iniziale. L'acqua è protagonista insieme ai personaggi principali. La pioggia incessante e torrenziale cade per buona parte del film, inzuppando i protagonisti e scorrendo sui vetri delle grandi finestre dell'appartamento di Elisa e Giles. L'appartamento si trova, guarda caso, sopra ad un cinema. Nella scena in cui il bagno viene riempito d'acqua da Elisa per diventare il suo nido (o meglio acquario) d'amore, la sala cinematografica sottostante viene invasa dalla stessa acqua che cola dal soffitto. Come a dire che la finzione cinematografica straripa dallo schermo immergendo gli spettatori nella sua illusione, come si è immersi nell'illusione del sogno quando si sogna.

    Nella scena finale, sott'acqua, Elisa subisce la mutazione definitiva. Il mostro buono trasforma le cicatrici che ha sul collo da quando è bambina in branchie che le permettono di respirare nell'ambiente marino. Viene definitivamente trasportata nel mondo della sua amata creatura, così come lo spettatore, guardando il film, viene trasportato dentro il grande schermo, nel mondo di fantasia creato dal regista. A sottolineare, ancora una volta, che il cinema è un luogo di sogni creato per i sognatori.

2 ottobre 2017

Ora Zero - William Irtish (romanzo, 2017)


Fuga per sopravvivere


    Immagina di essere intrappolato a 800 metri sottoterra insieme a una bomba all'idrogeno pronta ad esplodere, che il timer del detonatore abbia già iniziato il suo conto alla rovescia, e che per un guasto elettronico il countdown vada più veloce di quanto dovrebbe. Hai pochi minuti per trovare una via di fuga e salvarti la pelle, cercando di mantenere la calma, per quanto sia possibile essere calmi in una situazione del genere.

    Questo è il presupposto su cui si basa questo racconto, la cui brevità è il suo principale punto di forza. Un libro che non è come un romanzo da leggere a "puntate", ma più come un action movie da godersi tutto d'un fiato, con le sue rocambolesche scene d'azione e il suo finale ben scritto tutto da scoprire.

    Credo non sia facile condensare in una storia breve tanta intensità, emozione e tensione, e fare in modo che i personaggi posseggano quel minimo di spessore, quel poco di carattere e di storia personale, da far sì che il lettore vi entri in empatia. Dunque, un bel plauso all'autore.

11 novembre 2016

Eutòpia - Litfiba (2016)

 
    In mezzo a pezzi di rockettone pompato e fine a se stesso (vedi Dio Del Tuono, la traccia di apertura), con testi riciclati e a volte banali, forse il brano che da il titolo all'ultimo lavoro della ditta Piero & Ghigo, Eutòpia, è il migliore dell'album. Una ballad che se non altro, come dice il testo, fa un po' sognare e sperare in un futuro migliore.

    Maria Coraggio si distingue per la musica (niente male l'intro, fa molto western), gli assoli di Ghigo, e soprattutto per la dedica al coraggio di una donna morta per combattere la 'ndrangheta. L'Impossibile si fa ascoltare e contiene qualche buon ricamo chitarristico di Ghigo, ma non va oltre questo, così come tutto il resto dell'album. L'inizio di Straniero assomiglia terribilmente a Vivere Il Mio Tempo di Infinito, e ho detto tutto. Per il resto, Santi Di Periferia, Gorilla Go, In Nome Di Dio, Intossicato, le solite sfuriate di Piero contro l'inquinamento, le guerre di religione, le televisioni che lobotomizzano le menti, ecc... Già sentito. Un Pelù, poi, sempre più parodia di se stesso, inascoltabile in certi frangenti. La sonorità e il ritmo di Oltre ricordano Tex, riportandoci ai Litfiba degli anni '90. C'è da aggiungere tuttavia che, dopo due o tre ascolti, il "tamarrock" ben confezionato nell'album funziona, a patto di ascoltarlo a volumi elevati. Buono l'acquisto di Luca Martelli alla batteria, ha donato vigore alla band con il suo ritmo martellante (nomen omen).

    In definitiva, per mia modesta opinione, qualche buon brano non vale il prezzo del disco, ma tutto sommato può bastare per un fan dei Litfiba dai tempi delle medie che si fa una mezz’ora di fila per avere gli autografi sul CD e una foto con i due vecchietti del rock italiano. Un fan che continua in ogni caso a crederci. Utopia, anzi, Eutòpia!